IL GRANDE RITORNO: Diego Moretti e il Canaletto, un amore che non conosce fine
- Juri Lertora
- 28 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Di nuovo insieme. Come in una di quelle canzoni che non passano mai di moda, il "numero uno" per eccellenza riabbraccia i colori canarini. Una storia di cuore, guantoni e fedeltà.
“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”
Non è solo il verso più celebre di Antonello Venditti in Amici mai. Per il calcio dilettantistico spezzino, queste parole sono diventate, da pochi giorni, il manifesto di una realtà bellissima: il ritorno di Diego Moretti a difesa della porta del Canaletto Sepor.
Il richiamo del "Tanca"
Dopo una prima parte di stagione passata lontano dal rettangolo verde, osservando il campo da dietro la recinzione con la nostalgia di chi quel prato lo ha calpestato per una vita, Moretti ha ceduto al richiamo del cuore. Il portiere classe 1989 ha deciso di rimettersi in gioco, di infilare nuovamente i guantoni e di tornare a essere l’ultimo baluardo della squadra che, forse più di ogni altra, rappresenta le sue radici.
Non è un ritorno qualunque. È la chiusura di un cerchio, il riapprodo in porto di un marinaio che ha navigato in lungo e in largo per i mari del calcio dilettantistico tra Liguria e Toscana.
Vent’anni di voli e di fango
Raccontare la carriera di Diego Moretti significa sfogliare l’album di figurine del calcio locale degli ultimi due decenni. Una storia fatta di passione pura, professionalità impeccabile e quello spirito di sacrificio che solo chi decide di stare tra i pali può davvero comprendere.
Il suo "giro immenso" lo ha portato a difendere i pali di piazze storiche e prestigiose. Lo abbiamo visto volare da un palo all'altro con le maglie di: Sarzanese, Lucchese (nomi che profumano di grande calcio), Ponsacco, Fezzanese, Villa Basilica, Lunigiana, Magrazzurri, Levanto, Intercomunale Beverino, Lerici Castle e Amegliese.
Ogni parata, ogni urlo per guidare la difesa, ogni uscita coraggiosa sui piedi dell'attaccante avversario ha costruito il mito di un portiere affidabile, un leader silenzioso ma carismatico che ha saputo farsi voler bene ovunque sia stato.
L’esperienza al servizio del "Canarino"
Oggi, il Canaletto Sepor non ritrova solo un atleta integro, ma un uomo che porta in dote un bagaglio di esperienza incalcolabile. In un calcio che corre sempre più veloce, la calma e la sicurezza di Moretti sono l’ancora di salvezza di cui la squadra ha bisogno.
Vederlo di nuovo lì, tra i pali della "sua" società, è un’emozione che va oltre il risultato tecnico. È la dimostrazione che nel calcio, quello vero, quello dei dilettanti dove il motore è il sentimento, esistono ancora storie capaci di farci battere il cuore.
Bentornato a casa, Diego. Il "giro immenso" è finito: la porta del Canaletto è di nuovo in buone mani.









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