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Il Vado parla spezzino: cuore e talento dal Golfo dei Poeti per sognare la Serie C



A quattro giornate dalla fine, i rossoblù guidano il Girone A. Da De Rinaldis ad Alluci, ecco i "figli del Golfo" che stanno trascinando il club verso la storia.



VADO LIGURE – C’è un filo invisibile ma d’acciaio che unisce il molo di Vado alle scogliere della Spezia. Un filo che quest’anno ha il sapore dolce della vittoria e il profumo intenso di un’impresa che sta per essere scritta negli annali. Quando mancano solo 360 minuti al termine della stagione regolare, il Vado FC 1913 guarda tutti dall'alto del Girone A di Serie D, e lo fa grazie a un'anima profondamente legata al Levante ligure.

Non è solo una questione di schemi, è una questione di appartenenza. Se il centrocampo rossoblù è diventato un fortino inespugnabile, il merito va a chi il calcio lo ha imparato tra i vicoli del Golfo e i campi del Ferdeghini.

I protagonisti del miracolo

Il nome che brilla su tutti è quello di Matteo De Rinaldis. Il classe 2003, nato all'ombra di San Venerio e cresciuto nel vivaio delle Aquile, è oggi il cervello della capolista. Dopo l'assaggio di Serie B con il Venezia, Matteo è tornato in Liguria per prendersi tutto: grinta, visione di gioco e quella sfrontatezza tipica di chi sa che il futuro gli appartiene.

Accanto a lui, l'esperienza e la sostanza di Matteo Alluci. Lo spezzino classe ’98 è l'uomo dell'equilibrio, il guerriero che dopo aver girato l'Italia tra C e D ha scelto i colori rossoblù per tentare l'assalto al professionismo. La sua stagione è un inno alla costanza, un punto di riferimento per i compagni nei momenti di tempesta.

Linea verde e sogni di gloria

Ma la "colonia spezzina" non si ferma qui. A dare freschezza e imprevedibilità sulle fasce c'è il giovanissimo Filippo Rosa. Il 2007, mancino naturale e talento cristallino, sta dimostrando che l'età è solo un numero quando hai il coraggio di puntare l'uomo e la fame di arrivare. Insieme a Oliver Viola, altro prodotto dell'eccellente "scuola Spezia", rappresentano la linfa vitale di una squadra che non ha paura di sognare.

Il countdown è iniziato. Quattro finali separano il Vado da un traguardo storico. E se a fine maggio la festa esploderà al "Chittolina", un pezzo di quel trionfo parlerà inevitabilmente il dialetto della Spezia. Perché certe imprese, prima che con i piedi, si scrivono con le radici.


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