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Marco Angeletti, il gigante tra i pali che ha scelto di volare lontano: da Spezia ai Balcani, il sogno continua


Dal Golfo dei Poeti ai Balcani, passando per i campi infuocati della Serie C e le sfide internazionali di Gibilterra: la storia di Marco Angeletti, portiere classe 2001, è quella di chi non smette mai di inseguire un sogno, anche quando la strada è tutta in salita.


Cresciuto nel settore giovanile dello Spezia Calcio, Angeletti ha imparato presto cosa significa lottare. Non è facile farsi largo tra i pali, soprattutto quando davanti hai portieri affermati e un campionato competitivo. Ma lui, silenzioso, costante e determinato, si è guadagnato i galloni di titolare nella Primavera spezzina e persino una convocazione in prima squadra da Vincenzo Italiano durante la cavalcata in Serie B.


Poi è arrivato il salto tra i grandi: Pontedera, Imolese, Cavese, Fezzanese – club che non sempre finiscono sotto i riflettori, ma che forgiano gli uomini veri. In ogni tappa, Marco ha lasciato il segno, difendendo la porta con coraggio, parate spettacolari e una maturità che va oltre i suoi 24 anni.


Ma è nel 2024 che il suo percorso prende una piega internazionale. Firma con l’Europa FC nella National League di Gibilterra. Un’esperienza coraggiosa, controcorrente, dove in pochi mesi colleziona presenze, clean sheet e consensi. È lì che si accende una nuova scintilla.


Luglio 2025. Un’altra chiamata, un’altra sfida. Stavolta arriva dalla Macedonia del Nord, dove il prestigioso Struga Trim & Lum, campione in patria e presenza fissa nei preliminari di Champions League, punta tutto su di lui. Un contratto biennale, la titolarità, l'occasione di misurarsi in un nuovo campionato, più duro, più visibile, più vicino al sogno europeo.


 Fame di calcio, di sacrificio, di gloria. I suoi modelli? Buffon, Zoff, Neuer, Ter Stegen, Donnarumma, Oblak. In ognuno di loro rivede un pezzo del portiere che vuole diventare.


Alto 1,93, riflessi felini e personalità da leader silenzioso, Marco Angeletti non è solo un giovane che ha scelto la strada più difficile. È un simbolo di ciò che il calcio dovrebbe essere: passione, resilienza, orizzonti che si allargano.


E chissà che domani, magari sotto le luci di una notte europea, quel ragazzo partito da Spezia non si ritrovi ad ascoltare l’inno della Champions. Perché certe storie, quando cominciano così, è impossibile non volerle vedere arrivare in alto.


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