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ORGOGLIO E POLVERE: LA TARROS SARZANESE ESCE A TESTA ALTA DALL’INFERNO DI SAN CIPRIANO


Un ko che brucia per come è maturato, ma la prova di forza dei rossoneri fa ben sperare per il futuro. Calise: "Siamo vivi, ma serve più ferocia mentale"


Il 2026 della Tarros Sarzanese si apre con un boccone amaro da mandare giù, di quelli che lasciano il segno ma che, allo stesso tempo, raccontano una storia di coraggio. Sul campo della corazzata San Cipriano, seconda forza del campionato, i rossoneri non sono andati a fare le comparse. Hanno lottato, hanno sofferto e, per lunghi tratti, hanno guardato negli occhi un gigante, cedendo solo per quei dettagli che nel calcio fanno la differenza tra un’impresa e un rimpianto.

Non era una ripartenza facile. Dopo la sosta, il dubbio di come le gambe e la testa avrebbero risposto era lecito. Eppure, per oltre un'ora, la Tarros ha messo in campo un equilibrio ammirevole, un muro fatto di organizzazione e cuore che ha imbrigliato i padroni di casa. Poi, l'imprevisto: quelle ingenuità sui gol che pesano come macigni, errori evitabili che hanno trasformato una prestazione solida in una sconfitta che fa male al morale, ma non alla dignità.

Simone Calise, nel post-partita, non nasconde il suo stato d'animo, un misto di soddisfazione per l'identità ritrovata e il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato:

"Ero curioso di vedere come saremmo ripartiti," confessa il tecnico rossonero. "Nonostante il risultato, sono soddisfatto della prestazione. Ce la siamo giocata alla pari, soprattutto nella prima ora. Ma siamo stati troppo ingenui sui gol: erano evitabili. Ora bisogna rimettersi a lavorare con la testa giusta per migliorare la concentrazione".

Le parole di Calise sanno di chi non vuole cercare scuse, ma soluzioni. La Tarros esce dal "fortino" del San Cipriano senza punti, ma con la consapevolezza di avere i mezzi per risalire la china. La strada verso la salvezza e la gloria passa da qui: dal fango di un campo difficile e dalla capacità di trasformare quei piccoli cali di tensione in furore agonistico. Il lavoro ricomincia subito, con la testa già alla prossima battaglia, perché questo gruppo ha dimostrato di avere un’anima. E l'anima, in questo sport, è tutto ciò che serve per rialzarsi.

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