top of page

Orgoglio Verde: La Fezzanese cade ai rigori, ma alla Sciorba vince il cuore

EDITORIALE – Un 9-8 che brucia, ma che non cancella la grandezza della prestazione dei ragazzi di Giulio Ponte. Contro il Pietra Ligure va in scena una battaglia epica: la Coppa sfuma per un soffio, ma resta la consapevolezza di un gruppo straordinario.

C’è un modo di perdere che, paradossalmente, riesce a fare più male di una sconfitta netta. È quello che ti vede protagonista, che ti vede accarezzare il metallo freddo della coppa con la punta delle dita, per poi vedertelo sfilare via per un dettaglio, un respiro, un centimetro di troppo. La Fezzanese saluta la finale di Coppa Italia di Eccellenza con un’amarezza che scava dentro, cadendo solo ai calci di rigore contro il Pietra Ligure sul neutro della Sciorba. Ma, lo diciamo subito a scanso di equivoci: i verdi tornano a casa a testa altissima.

Una battaglia di nervi e qualità

Quella di Genova non è stata una finale banale. È stata una partita vera, intensa, a tratti feroce, giocata a viso aperto da due squadre che hanno onorato il calcio ligure. I ragazzi di Giulio Ponte hanno approcciato il match con il piglio della grande squadra, schiacciando a più riprese il Pietra Ligure e trovando sulla propria strada un Duberti in versione insuperabile. Le parate del numero uno pietrese su Nicolini e il miracolo allo scadere del primo tempo su Beccarelli sono la fotografia di un dominio verde che avrebbe meritato ben altra sorte già prima del riposo.

L’altalena delle emozioni

La ripresa è stata un concentrato di pura adrenalina. Il gol di Morelli al 66’ sembrava aver tracciato la strada, poi il pareggio di Rovere e il sussulto di Mazzola, capace di ipnotizzare Giglio dal dischetto, hanno confermato che la Fezzanese ha un’anima d’acciaio.

Il finale, poi, è roba da cuori forti: il 2-1 di Scieuzo al 93’ profumava di impresa leggendaria, di quelle che si raccontano per anni nei bar del borgo. Ma il calcio, nel suo essere meravigliosamente crudele, ha concesso al Pietra Ligure l’ultimo respiro al 95’. Un altro rigore, il 2-2 di Rovere, e quella sensazione di vittoria che svanisce proprio sul traguardo, rimandando tutto a una lotteria dei rigori infinita e dolorosa.

Cosa resta dopo il 9-8

Gli errori dal dischetto di Beccarelli e Stradini consegnano il trofeo al Pietra Ligure, a cui vanno i complimenti per non aver mai mollato. Ma alla Fezzanese resta molto più di una medaglia d’argento. Resta la prestazione di un collettivo che ha dimostrato carattere, appartenenza e una qualità di gioco superiore.

Perdere così fa male, è vero. Ma è proprio da notti come questa, dove il sudore si mescola alle lacrime sotto gli applausi dei propri tifosi, che si cementa l'identità di una società. La Coppa non prenderà la strada di Fezzano, ma il "cuore verde" visto alla Sciorba ha dimostrato di essere più vivo e pulsante che mai.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione*

ALTRE NOTIZIE

bottom of page