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RICCÒ BLINDATO: CONFERMATI IN 19 PER BONATI. MA CHE RUMORE L'ADDIO DEI SENATORI



Il ds Visconti conferma diciannove eroi della passata stagione alla corte di mister Bonati. L'addio a Tedesco e Martinez traccia una linea netta tra la riconoscenza e il futuro.


Nel calcio, come nella vita, arriva sempre il momento in cui bisogna guardarsi negli occhi e decidere da che parte far pendere l'ago della bilancia: se dalla parte dei sentimenti o da quella della sopravvivenza. Il Riccò le Rondini, alla vigilia della sua sedicesima, storica avventura nel campionato di Prima Categoria, ha scelto la strada del coraggio e della continuità, non senza portarsi dietro qualche inevitabile cicatrice emotiva.


Manca pochissimo al rintocco ufficiale del 1° luglio, data che darà il via alle danze del calciomercato, ma la società gialloblù ha preferito giocare d'anticipo, blindando le proprie fondamenta. La prima, meritatissima pietra angolare non poteva che essere lui: mister Piergiorgio Bonati. L'uomo del miracolo, l'artefice di una salvezza che solo qualche mese fa sembrava un miraggio irraggiungibile e che invece si è trasformata in un'impresa da tramandare ai posteri.

Attorno al proprio condottiero, il direttore sportivo Fabio Visconti ha tessuto una tela di conferme che sa di totale fiducia nel gruppo. Saranno ancora diciannove i gladiatori a difendere i colori gialloblù. Nomi che i tifosi ormai recitano a memoria, simboli di una maglia sudata fino all'ultimo secondo dell'ultimo match: dai gemelli del gol e della difesa ai motori del centrocampo, la lista dei confermati è un manifesto di fedeltà. Restano a bordo Gianmarco e Alberto Bertonati, Dalforno, Chella, Brozzo, Mecherini, Mendoza, Ambrosi, Ricci, Sebastiano e Matteo Lorenzini, Barbieri, Cosini, Lo Bue, Castagnaro, Bandini, Pondelli, Fiorini e Ascoli. Un blocco granitico, cementato dalle sofferenze e dalla gioia della scorsa stagione.


Eppure, nel calcio, ogni rosa che sboccia porta con sé la fine di un'altra fioritura. Ed è qui che l'editoriale si tinge di nostalgia. A fare rumore, un rumore assordante che stringe il cuore dei sostenitori del Riccò, sono le assenze. Alessandro Tedesco e Carlos Martinez non faranno parte del nuovo corso.


Dire addio a due "senatori" di questo calibro non è mai una scelta banale; è una decisione che toglie il sonno la notte. Parliamo di due giocatori che hanno scritto pagine indelebili della storia recente di questo club, due leader che hanno spinto lo spogliatoio oltre i propri limiti quando la terra sotto i piedi franava. La loro mancata riconferma salta all'occhio e fa male, inutile nasconderlo. È il dazio doloroso che il calcio moderno esige sull'altare del rinnovamento e delle strategie future.


Il Riccò le Rondini si affaccia così alla nuova stagione con un'anima solida, la stessa guida saggia in panchina e la consapevolezza di aver chiuso un'era per aprirne un'altra. Agli eroi rimasti il compito di onorare la categoria; a Tedesco e Martinez il ringraziamento eterno di una piazza che non dimentica chi ha sputato sangue per questa maglia.

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