Riomaior, una passione formato paese. Il DS Polidoro: «Siamo un’identità collettiva, qui i tifosi chiedono appartenenza»
- Juri Lertora
- 3 giu
- Tempo di lettura: 2 min

Viaggio nel mondo arancioviola con il DS Ermanno Polidoro: «Entusiasmo maturo per una stagione importante. Il nostro obiettivo? Essere competitivi lavorando con umiltà. I tifosi sono il dodicesimo uomo».
RIOMAGGIORE – Nuova stagione, nuova presidenza e lo stesso identico cuore arancioviola che batte per il paese. Il Riomaior riparte per il nuovo campionato con una certezza granitica: crescere sì, ma senza mai snaturarsi. Dopo l'elezione all'unanimità del nuovo presidente Antonio Bonanni, la dirigenza si è stretta attorno a un progetto che unisce sport e sociale.
Abbiamo fatto il punto sul presente e sulle prospettive future insieme al Direttore Sportivo, Ermanno Polidoro.
L'intervista
Direttore, si respira un'aria particolare in questo inizio di stagione. Che sensazioni ci sono all'interno dell'ambiente? «Ogni inizio è speciale, ma quest’anno lo è ancora di più. Abbiamo lavorato intensamente per giorni, con discrezione e determinazione, per costruire una squadra che rispecchi i valori storici del Riomaior. Se dovessi descrivere la sensazione dominante, direi una sola parola: entusiasmo. Ma badate bene, si tratta di un entusiasmo maturo e consapevole. Sappiamo perfettamente che ogni stagione porta con sé una grande responsabilità verso il paese e verso chi crede in noi.»
Dal punto di vista tecnico e tattico, che tipo di squadra dobbiamo aspettarci in campo? «Vogliamo una squadra intensa, organizzata, capace di giocare con coraggio. Il percorso che abbiamo tracciato è molto chiaro: l’obiettivo principale è valorizzare i giovani e, al contempo, consolidare il gruppo storico. Non cerchiamo miracoli divini; cerchiamo semplicemente di migliorarci anno dopo anno. E questo tipo di crescita lo si ottiene solo in un modo: con il lavoro quotidiano, l'umiltà e la continuità.»
Si percepisce che il Riomaior sia molto più di una semplice squadra di calcio per questa comunità... «Esatto, il Riomaior è un vero e proprio simbolo del paese: unisce le generazioni, crea comunità, porta con sé storie e ricordi. Quando entri al campo e vedi la gente che ti saluta, che ti chiede come va o che aspetta con trepidazione la partita della domenica, capisci che non stai semplicemente gestendo una squadra di calcio. Stai custodendo un pezzo di identità collettiva.»
"Quando la gente esce dal campo soddisfatta, allora abbiamo vinto noi. Indipendentemente dal tabellino."
Quali sono gli obiettivi concreti per questo campionato? «L’obiettivo è essere competitivi in ogni situazione, costruire una mentalità solida e far crescere il gruppo. Se saremo bravi a fare questo, i risultati sul campo arriveranno di conseguenza. Per noi la vittoria più grande va oltre i tre punti: quando la gente esce dal campo soddisfatta, allora abbiamo vinto, indipendentemente da quello che dice il tabellino.»
Un messaggio finale ai tifosi arancioviola? «I tifosi del Riomaior non chiedono la luna: chiedono impegno, rispetto e senso di appartenenza. E questo è un debito che abbiamo nei loro confronti e che dobbiamo onorare sempre. Il loro sostegno per noi è fondamentale, soprattutto nei momenti difficili che inevitabilmente arriveranno durante l'anno. Sono il nostro dodicesimo uomo in campo, e vi assicuro che nel nostro caso non è solo una frase fatta.»








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