TARROS-CALISE: IL CAPOLINEA DI UN’AMORE DURATO SETTE ANNI
- Juri Lertora
- 16 giu
- Tempo di lettura: 3 min

Il tecnico saluta i colori rossoneri dopo una retrocessione dolorosa che non cancella la storia: «Visto ragazzi diventare uomini. Grazie a tutti»
SARZANA – Ci sono storie calcistiche che vanno ben oltre il novantesimo minuto, i punti in classifica o il verdetto, a volte spietato, del campo. Quella tra la Tarros Sarzanese e il tecnico Simone Calise è stata una di queste. Dopo sette stagioni intense, vissute sempre sul filo dell'emozione e del lavoro quotidiano, le strade del club rossonero e dell'allenatore si dividono.
A dare l’annuncio, con la consueta signorilità e uno spessore umano d’altri tempi, è stato lo stesso Calise. Un addio che arriva al termine di un’annata acida, culminata con una dolorosa retrocessione in Prima Categoria, ma che non può e non deve sbiadire un percorso settecentesco fatto di valori, crescita e orgoglio.
«Ho visto ragazzi diventare uomini»
Il tecnico ha affidato a una lettera sincera il suo commosso saluto alla piazza, riavvolgendo il nastro dei ricordi:
«Siamo arrivati alla fine di una storia per me bellissima, durata 7 anni, che mi ha fatto crescere, conoscere persone eccezionali con le quali ho condiviso tante gioie e, ahimè, qualche delusione. Abbiamo superato una pandemia, ho visto tanti ragazzi diventare uomini, con in comune la passione per il gioco più bello del mondo».
Calise non si nasconde dietro un dito e affronta subito la ferita più recente, rivendicando però il valore di quanto costruito a Sarzana:
«Purtroppo questo periodo non si è concluso nel migliore dei modi ed è culminato con una dolorosa retrocessione, ma questo per me non può minimamente scalfire quanto fatto! La strada dei giovani è quella giusta. Tra mille difficoltà, con tanta determinazione, siamo riusciti a fare sei campionati di Promozione con un manipolo di ragazzini, vincendo premi di valorizzazione dei giovani e ricevendo tanti complimenti. Non sempre sono seguiti i risultati sul campo, ma questo è lo sport e così è la vita: personalmente mi è sempre interessato di più il percorso di crescita e l’identità della squadra».
I ringraziamenti e l'identità rossonera
Nella lunga lista di ringraziamenti traspare tutto l'affetto per il "mondo Tarros". Una menzione speciale va al capitano Casciari, simbolo di tutti i calciatori allenati in questi anni, e allo staff tecnico: dal fidato vice Paolo Fabiani («molto più di un secondo») al Direttore Andrea Polidori, fino al team manager Enzo Tarantola.
Calise ha poi voluto ricordare le figure storiche del club: "il mitico Puglio, il grande Dima, Mr Biavati, Stefano Lucchi e Riccardo Bonamino", che gli concessero questa opportunità, oltre a Leo Luti, fondamentale collante con il settore giovanile. Un pensiero commosso e speciale è andato infine a Piergiorgio Orsini: «Persona eccezionale, l'unico veramente insostituibile, con il quale prima delle partite condividevo la passione eno-gastronomica».
La promessa finale
Il calcio perde un pezzo di storia sarzanese, ma Calise non ha intenzione di fermarsi. Il congedo è un manifesto d'amore per questo sport, preso in prestito da chi ha fatto la storia del calcio mondiale:
«"Ogni giorno senza calcio è un giorno perso…", qualcuno più famoso di me un giorno pronunciò queste parole, che rispecchiano esattamente quello che provo per questo meraviglioso sport! GRAZIE ancora a tutti».
Sarzana saluta un allenatore, ma soprattutto un uomo che ha saputo perdere con dignità e vincere sul campo dei valori umani. La Tarros volta pagina, ma l'impronta di Simone Calise resterà indelebile nella storia rossonera.









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