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Tarros Sarzanese e Biavati, le strade si dividono dopo due miracoli sportivi: "Grazie a tutti, ho ancora tanta passione"



Il tecnico dell'Under 19 d'Eccellenza saluta la società rossonera dopo aver centrato la seconda salvezza consecutiva: "Un percorso intenso tra mille difficoltà. Futuro? Voglio continuare a mettermi in gioco".


SARZANA — Dopo due anni intensi e ricchi di emozioni, si dividono ufficialmente le strade sportive tra la Tarros Sarzanese e Marco Biavati, tecnico della formazione rossonera Under 19. Nell'ultima stagione, seppur dovendo fare i conti con mille difficoltà strutturali e di organico, l'allenatore è riuscito a guidare i suoi ragazzi verso una meritata salvezza, blindando il pass per il prossimo prestigioso campionato di Eccellenza. Lo abbiamo intervistato per tracciare un bilancio di questo ciclo e capire cosa gli riserverà il futuro.


Mister Biavati, dopo due stagioni sulla panchina della Juniores "Elite" della Tarros Sarzanese è arrivato il momento dei saluti. Che bilancio si sente di tracciare? 

«Oggi si chiude ufficialmente il mio rapporto calcistico con la Tarros Sarzanese. Sono stati due anni straordinari, coronati da due salvezze fondamentali in un campionato competitivo come quello d'Eccellenza. La prima stagione è stata decisamente più tranquilla, mentre quest'anno è stata un po' più sofferta e rocambolesca, vissuta tra mille difficoltà, ma l'importante è che l'obiettivo sia stato pienamente raggiunto in entrambi i casi. Lascio una squadra consapevole della propria forza.»


Un addio che arriva dopo un traguardo importante. Chi si sente di ringraziare per questo percorso? 

«I ringraziamenti in questi casi sono doverosi e profondi. Ci tengo a esprimere la mia gratitudine a Stefano Lucchi e Riccardo Bonamino per la grande opportunità che hanno voluto concedermi affidandomi questa panchina. Un grazie speciale va ai dirigenti del settore giovanile, Ruggeri e Luti, che si sono dimostrati sempre disponibili con il sottoscritto, e a Sonia Rubino, una segretaria straordinariamente preparata ed efficiente. Non posso dimenticare Piergiorgio Benettini, che è stato una figura presente e preziosa nel corso del mio primo anno in rossonero.»


Nel calcio il lavoro di squadra dietro le quinte fa spesso la differenza. Quanto è stato importante il supporto dello staff e dei dirigenti sul campo? 

«È stato vitale. Desidero fare una menzione davvero particolare a Luciano Boriassi e Vincenzo Anto Balsamo: due dirigenti eccezionali, sempre presenti in ogni campo e impeccabili anche al di fuori del rettangolo di gioco. Ringrazio poi Mister Calise e tutto il suo staff — Paolo, il 'Dima', il direttore sportivo Andrea, il dottore ed Enzo — con i quali abbiamo collaborato nel migliore dei modi in totale sinergia. Un saluto affettuoso va anche al mitico Orsini, una vera e propria figura storica della società, sempre reperibile e disponibile in ogni momento.»


E per quanto riguarda i suoi collaboratori più stretti sul campo? 

«Per ultimi, ma solo per ordine di citazione e non certo per importanza, voglio ringraziare i miei compagni di viaggio. Alessandro Puglione, che ha iniziato come mio secondo e poi ha assunto il ruolo di preparatore dei portieri, ma che prima di tutto resta un amico fedele da tantissimi anni. E poi Andrea Luccherino, che ho chiamato al volo a stagione in corso per farmi da secondo: si è reso subito disponibile nonostante i suoi numerosi impegni personali e si è messo a completa disposizione della causa fino all'ultimo giorno.»


L'ultimo pensiero, inevitabilmente, va al gruppo squadra. Che messaggio lascia ai suoi ragazzi? 

«I ragazzi sono l'anima di tutto questo. A loro va il mio grazie più grande per avermi supportato e, ammettiamolo, a volte anche sopportato in questi mesi di duro lavoro! La mia speranza più grande è quella di essere riuscito a trasmettere qualcosa a ciascuno di loro, sia come calciatori che come uomini.»


Cosa c'è ora nel futuro professionale di Marco Biavati? La rivedremo presto su una panchina?

«E adesso... si guarda avanti. L'idea e l'obiettivo sono assolutamente quelli di continuare ad allenare. Dentro di me c'è ancora tantissima voglia di campo, unita a una passione immutata per questo sport. Vediamo cosa ci riserverà il futuro nei prossimi mesi, sono pronto a valutare nuovi progetti e nuove sfide.»

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