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Tarros Sarzanese- Furia Calise: "Basta porcate, pretendiamo rispetto per i nostri giovani"




Il tecnico del attacca duramente la classe arbitrale dopo il ko interno con il Vallescrivia: "Siamo stufi di non essere tutelati"



LA SPEZIA – La sconfitta interna contro il Vallescrivia non è scivolata via come una domenica amara qualunque. In casa rossonera, il post-partita si è trasformato in un vero e proprio atto d’accusa. A metterci la faccia, con toni duri e senza filtri, è il tecnico Simone Calise, che ha scelto di rompere il silenzio per difendere il proprio gruppo e scagliarsi contro una direzione di gara ritenuta pesantemente insufficiente.

"Una prestazione di livello oscurata dai fischietti"

Nonostante il risultato negativo, Calise parte dagli applausi ai suoi uomini, capaci di restare in partita nonostante l’uomo in meno: "Non voglio commentare la gara in sé, ma fare i complimenti ai miei ragazzi. Contro una corazzata come il Vallescrivia hanno giocato un tempo e mezzo in inferiorità numerica e quasi non si è notato. La prestazione è stata di altissimo livello".

Lo sfogo: "I giovani non sono tutelati"

Ma è quando il discorso si sposta sulla gestione arbitrale che il tecnico esplode. Il tema centrale è la presunta disparità di trattamento tra le squadre esperte e le formazioni più giovani, spesso penalizzate dal "peso" dei nomi in campo:

"Ci tartassano con le regole sui fuoriquota e i premi di valorizzazione che noi puntualmente otteniamo, ma poi in campo non veniamo minimamente tutelati. Gli arbitri permettono di tutto alle squadre più esperte, portando i miei ragazzi a una frustrazione che sfocia inevitabilmente in espulsioni e squalifiche."

L'accusa: "Sembrava di essere al mercato"

Calise non usa giri di parole per descrivere l'andamento della sfida di domenica, richiamando anche episodi recenti: "Abbiamo assistito all'ennesima partita indirizzata: un'espulsione e quattro ammonizioni in soli 40 minuti, tutto da una parte sola. Sembrava di essere al mercato, parlavano tutti. Arbitro e assistenti, come già successo a Follo, non si sono dimostrati all'altezza, scegliendo sempre la strada più facile: fischiare contro i più giovani."

Rispetto e regole

In chiusura, il tecnico lancia un monito definitivo ai direttori di gara, chiedendo meno burocrazia e più polso nella gestione del dialogo in campo: "Invece di perdere tempo a controllare parastinchi e termiche durante l'appello, dovrebbero far rispettare la regola che solo il Capitano può parlare. Ammoniscano chi non la segue e vedrete che non assisteremmo più a certe porcate. Non chiedo regali, ma pretendo equità e rispetto".

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