Terremoto al Magra Azzurri: finisce l’era Cenderelli, panchina a Natale e Capri
- Juri Lertora
- 2 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Il club di Santo Stefano volta pagina dopo il ko con l'Anpi Casassa. L'ex bomber non raddrizza la rotta: il tandem interno proverà il miracolo salvezza.
SANTO STEFANO MAGRA – A volte il cuore e la storia non bastano. A volte, quell’istinto che da calciatore ti permetteva di bruciare l’erba e far tremare i portieri avversari, non si traduce in punti quando ti siedi su una panchina rovente. La favola di Marco Cenderelli alla guida del Magra Azzurri si interrompe bruscamente nel silenzio amaro di un post-partita che sa di resa: il ko contro l’Anpi Casassa è stato l’ultimo atto di un legame che non ha mai trovato la scintilla sperata.
Arrivato a dicembre 2025 con l'aura del salvatore della patria (LEGGI QUI), l'ex bomber si ferma dopo soli undici incontri. Il bilancio parla chiaro, crudo come un tackle fuori tempo: 3 vittorie e ben 8 sconfitte. Troppo poco per una piazza che respira calcio e che vede lo spettro della retrocessione farsi ogni domenica più nitido e minaccioso.
Il richiamo del "Blu"
La società, stretta tra l'urgenza di fare punti e la necessità di uno scossone emotivo, ha deciso di guardarsi dentro, cercando risposte tra le mura di casa. La missione "Salvezza Impossibile" è stata affidata a un duo che conosce ogni centimetro dello spogliatoio: Alessandro Natale, già custode dei segreti dei numeri uno come preparatore dei portieri, e Simone Capri, il condottiero dell'Under 19 che quest'anno ha dimostrato di saper valorizzare il talento giovane.
Quattro finali per la storia
Mancano solo 360 minuti al termine della stagione regolare. Quattro partite che valgono una vita sportiva intera. Il compito di Natale e Capri sarà innanzitutto psicologico: ricostruire le macerie di un morale ai minimi termini e ridare un'identità a una squadra che sembra aver smarrito la bussola.
Non c'è più tempo per i tatticismi o per i rimpianti. Santo Stefano Magra chiede orgoglio. Il tandem interno dovrà trasformare la paura in adrenalina, cercando quel miracolo che la gestione Cenderelli ha solo accarezzato senza mai afferrare. La lotta per non retrocedere entra nel vivo: ora, più che mai, serve il cuore "blu".









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