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Thomas Orsoni torna a casa: "Vezzano è la mia nuova sfida. Non sono qui per passare la domenica"

Dopo anni di battaglie sui campi della Toscana, il calcio spezzino riabbraccia uno dei suoi figli più talentuosi: Thomas Orsoni. L’ex fantasista della Fivizzanese ha scelto di tornare a casa, sposando il progetto ambizioso del Vezzano Calcio. Lo abbiamo incontrato nella sua agenzia Planetwin365 a Ceparana, dove ci ha raccontato le emozioni di questo ritorno, le sue motivazioni e i ricordi di una carriera intensa.


Thomas, dopo tanti anni torni a giocare nella tua terra. Cosa ti ha spinto a scegliere Vezzano?

“Quest’anno ho deciso di avvicinarmi a casa, soprattutto per conciliare calcio e lavoro. Ho un’attività in proprio da dieci anni e dovevo necessariamente trovare una squadra vicina, altrimenti avrei continuato volentieri con la Fivizzanese. Ci tengo a ringraziare pubblicamente il presidente, tutti i dirigenti, mister Davide Duchi e i ragazzi, molti dei quali spezzini. Non è stata una scelta facile, ma personale. E farò sicuramente il tifo per loro nel prossimo campionato.”

Guardando indietro, che anni sono stati per te nel calcio toscano?

“Anni incredibili. Mille battaglie, derby infuocati con tantissima gente sugli spalti. Se mi volto indietro sembra ieri, eppure sono passati tanti anni. Porto nel cuore ricordi meravigliosi: da Villafranca a Monti, da Serriciolo fino alla Fivizzanese, dove l’anno scorso ho chiuso il cerchio con una splendida vittoria del campionato. Un finale perfetto.”

Hai ricevuto altre offerte prima di accettare il Vezzano?

“Sì, ho avuto proposte sia da squadre toscane che spezzine, come il Marola, che ringrazio. Ma la chiamata di mister Vatteroni, che mi cerca da anni, e il confronto con il direttore Duranti mi hanno convinto. Mi hanno parlato di un progetto chiaro, ambizioso. E ho percepito subito serietà e voglia di fare bene. Penso che, vista la vicinanza a casa e lavoro, non potessi trovare di meglio. È una sfida che mi affascina.”

Che tipo di contributo vuoi dare alla squadra?

“Mi piace partire dagli obiettivi di squadra. Prima viene il gruppo, poi il singolo. Bisogna lavorare sodo in settimana e pensare partita per partita. Alla fine tireremo le somme. A livello personale, voglio dare tutto in campo con la massima serietà, come ho sempre fatto. Alla fine è il campo che parla, in ogni categoria. E spero di ripagare la fiducia con gol e assist: la società mi ha preso per questo, e li ringrazio.”

Hai già parlato del tuo ruolo con mister Vatteroni?

“Sì, ci siamo confrontati. Lui ha le idee chiare, e le condivido in pieno. Negli ultimi anni ho giocato in posizioni più avanzate, ma posso adattarmi a tutto il centrocampo. Preferisco fare assist piuttosto che gol, e il ruolo che sento più mio è quello dietro una o due punte. Poi sarà il mister a decidere. Se il mio gioco è cambiato? Me lo dirai tu durante l’anno…”

Con i tuoi 32 anni alle spalle, ti senti un punto di riferimento?

“Ho avuto la fortuna di vivere tutte le categorie, dalla Seconda fino alla Serie D con la Sarzanese, dove esordii giovanissimo. Quindi sì, un po’ di esperienza posso portarla. La Toscana, soprattutto a livello caratteriale, mi ha formato. Sono orgoglioso della scelta fatta anni fa. Ora torno con grande entusiasmo.”

Come vedi il livello del calcio spezzino rispetto alla Toscana?

“Ti dirò la verità: ho sempre seguito il calcio spezzino per via di amici e clienti, ma ovviamente seguivo di più la Toscana. Per me questo è quasi un nuovo inizio. Il livello toscano è sicuramente più alto, ma scendere di categoria non è mai facile. Serve fame.”

E questa fame tu ce l’hai?

“Tanta. Non vedo l’ora di cominciare. Sono carico e curioso di tornare a giocare a Spezia. Se vogliamo ritagliarci un ruolo importante nel campionato, dobbiamo solo lavorare in settimana, seguire il mister, fare gruppo e divertirci. Le prime sensazioni al Vezzano sono ottime. So che ci sono squadre attrezzate e non sarà facile, ma io non sono tornato per passare una bella domenica al campo. Perché, diciamocelo: se non vinci, non ti diverti.”

Bentornato, Thomas. E in bocca al lupo per questa nuova avventura.

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