EDITORIALE| L'Uomo del fango e del sogno: Enrico Barilari ricomincia da Pineto
- Juri Lertora
- 27 mag
- Tempo di lettura: 2 min

Ci sono uomini che nel calcio non hanno bisogno di gridare per farsi sentire. Ci sono allenatori che non indossano maschere, che non cercano la luce dei riflettori a tutti i costi, perché a parlare per loro è la terra che si attacca agli scarpini, l’odore dell’erba tagliata all’alba e quel fuoco sacro che si accende solo in chi il calcio lo mastica dal basso, un passo alla volta. Enrico Barilari è esattamente questo: un’anima pura prestata alla panchina.
La notizia del suo approdo ufficiale al Pineto non è semplicemente un cambio di maglia o una firma su un contratto annuale. È l'inizio di un nuovo capitolo romantico. Per Barilari si aprono le porte di una realtà che gli somiglia profondamente: pulita, solida, affamata ma con lo spirito di una grande famiglia. Una piazza che lo aveva già sfiorato in passato, e che oggi lo accoglie come l’uomo giusto al momento giusto.
La forza delle radici, la bellezza del viaggio
Il percorso di Barilari è una poesia scritta sui campi di periferia e cementata nei ben otto anni trascorsi a far crescere i talenti dello Spezia. Lì ha imparato l'arte più difficile: ascoltare i giovani, proteggerli, prenderli per mano e trasformarli in uomini prima che in calciatori. Un metodo che è diventato il suo marchio di fabbrica.
Poi, l'esplosione e il capolavoro con il Sestri Levante: 94 punti in Serie D (stagione 2022/2023), uno storico Scudetto Dilettanti strappato al destino e una salvezza miracolosa e bellissima in Serie C l'anno successivo, ottenuta contro ogni pronostico.
Eppure, il calcio sa essere anche crudele. Ti porta sulle montagne russe, ti fa assaporare le piazze calde e tormentate del Sud, come le recenti e intense tappe a Sorrento e Foggia. Esperienze forti, a tratti logoranti, fatte di ritorni e addii, che però non hanno scalfito di un millimetro l'essenza dell'uomo. Barilari è caduto, si è rialzato, ha custodito i segreti dello spogliatoio e oggi torna in Abruzzo più maturo, più forte.
Un destino da scrivere insieme
A Pineto ritroverà vecchi fili mai spezzati, come quel gemellaggio nato tra la tifoseria abruzzese e il suo Sestri Levante ai tempi della Poule Scudetto. Un segno del destino. Troverà un gruppo di ragazzi di qualità, pronti a farsi guidare dai suoi occhi sinceri e dalla sua idea di calcio coraggioso, propositivo, che mette al centro il divertimento e l'appartenenza.
Il calcio ha bisogno di storie così. Ha bisogno di tecnici che sappiano ancora emozionarsi davanti a un'opportunità, che sappiano guardare un giovane e trasmettergli la fiducia che nessun modulo tattico potrà mai sostituire.
Mister Barilari è pronto a riaccendere i motori. Pineto è la sua nuova tela bianca. E noi non vediamo l'ora di ammirare l'ennesimo quadro di un calcio autentico, romantico e maledettamente vero. Buon viaggio, Mister.









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