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EDITORIALE| L'Uomo del fango e del sogno: Enrico Barilari ricomincia da Pineto


Ci sono uomini che nel calcio non hanno bisogno di gridare per farsi sentire. Ci sono allenatori che non indossano maschere, che non cercano la luce dei riflettori a tutti i costi, perché a parlare per loro è la terra che si attacca agli scarpini, l’odore dell’erba tagliata all’alba e quel fuoco sacro che si accende solo in chi il calcio lo mastica dal basso, un passo alla volta. Enrico Barilari è esattamente questo: un’anima pura prestata alla panchina.

La notizia del suo approdo ufficiale al Pineto non è semplicemente un cambio di maglia o una firma su un contratto annuale. È l'inizio di un nuovo capitolo romantico. Per Barilari si aprono le porte di una realtà che gli somiglia profondamente: pulita, solida, affamata ma con lo spirito di una grande famiglia. Una piazza che lo aveva già sfiorato in passato, e che oggi lo accoglie come l’uomo giusto al momento giusto.

La forza delle radici, la bellezza del viaggio

Il percorso di Barilari è una poesia scritta sui campi di periferia e cementata nei ben otto anni trascorsi a far crescere i talenti dello Spezia. Lì ha imparato l'arte più difficile: ascoltare i giovani, proteggerli, prenderli per mano e trasformarli in uomini prima che in calciatori. Un metodo che è diventato il suo marchio di fabbrica.

Poi, l'esplosione e il capolavoro con il Sestri Levante: 94 punti in Serie D (stagione 2022/2023), uno storico Scudetto Dilettanti strappato al destino e una salvezza miracolosa e bellissima in Serie C l'anno successivo, ottenuta contro ogni pronostico.

Eppure, il calcio sa essere anche crudele. Ti porta sulle montagne russe, ti fa assaporare le piazze calde e tormentate del Sud, come le recenti e intense tappe a Sorrento e Foggia. Esperienze forti, a tratti logoranti, fatte di ritorni e addii, che però non hanno scalfito di un millimetro l'essenza dell'uomo. Barilari è caduto, si è rialzato, ha custodito i segreti dello spogliatoio e oggi torna in Abruzzo più maturo, più forte.

Un destino da scrivere insieme

A Pineto ritroverà vecchi fili mai spezzati, come quel gemellaggio nato tra la tifoseria abruzzese e il suo Sestri Levante ai tempi della Poule Scudetto. Un segno del destino. Troverà un gruppo di ragazzi di qualità, pronti a farsi guidare dai suoi occhi sinceri e dalla sua idea di calcio coraggioso, propositivo, che mette al centro il divertimento e l'appartenenza.

Il calcio ha bisogno di storie così. Ha bisogno di tecnici che sappiano ancora emozionarsi davanti a un'opportunità, che sappiano guardare un giovane e trasmettergli la fiducia che nessun modulo tattico potrà mai sostituire.

Mister Barilari è pronto a riaccendere i motori. Pineto è la sua nuova tela bianca. E noi non vediamo l'ora di ammirare l'ennesimo quadro di un calcio autentico, romantico e maledettamente vero. Buon viaggio, Mister.

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