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EDITORIALE | Un quarto di secolo in verde e bianco: la FIGC celebra Francesco Pardini



LERICI – Ci sono storie che non si misurano in gol o promozioni, ma in anni di vita dedicati a un colore, a un campo battuto dal salino e a generazioni di ragazzi diventati uomini con il pallone tra i piedi. La storia della USD Santerenzina ha vissuto nei giorni scorsi una delle sue pagine più emozionanti, non sul rettangolo verde, ma nelle sale della FIGC, dove il Presidente Francesco Pardini è stato insignito del premio per i suoi 25 anni di onorata presidenza.

Una vita per il borgo

Venticinque anni non sono solo un numero: sono un'era geologica nel calcio dilettantistico di oggi, un mondo dove le società nascono e svaniscono nello spazio di un'estate. Pardini, invece, è rimasto lì, timoniere saldo di un club che dal 1947 è il cuore pulsante di San Terenzo. Sotto la sua guida, la Santerenzina non ha solo mantenuto intatta la propria storica matricola federale, ma ha trasformato lo stadio "Piero Bibolini" in un'istituzione, una scuola di vita prima ancora che di sport.

Il premio alla costanza

Il riconoscimento della Federazione è arrivato come il giusto tributo a una gestione che ha saputo navigare tra le tempeste economiche e le sfide dei campionati regionali, dalla Seconda Categoria fino ai fasti della Promozione.

"Vincere a San Terenzo è difficile per chiunque", recita un vecchio adagio dei campi spezzini.

E gran parte del merito va a questa stabilità societaria, a quella capacità di Pardini di far sentire ogni atleta, dal più piccolo della Scuola Calcio al veterano della prima squadra, parte di una grande famiglia verde-bianca.

La "Fucina" dei talenti

Mentre il calcio moderno corre spesso dietro ai risultati immediati, la Santerenzina di Pardini ha continuato a investire nel settore giovanile, quella "fucina" che negli anni ha rifornito lo Spezia Calcio e regalato sogni a centinaia di giovani lericini. Il premio della FIGC celebra proprio questo: la funzione sociale di un club che è presidio del territorio, capace di resistere al tempo grazie alla passione di un uomo che, da un quarto di secolo, mette il borgo davanti a tutto.

Oggi il "Bibolini" splende un po' di più. Non per una vittoria al 90°, ma per l'orgoglio di essere rappresentati da un Presidente che ha fatto della coerenza e dell'attaccamento ai colori la sua bandiera.

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