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“Il sogno spezzato: lo Spezia Women dice addio dopo una stagione trionfale”

Una stagione da incorniciare, un'annata che resterà nei cuomr5ri di chi l’ha vissuta: la promozione in Serie B dopo vent’anni, le vittorie nel Campionato e nella Coppa Juniores della Liguria. Sembrava l'inizio di una nuova era per il calcio femminile alla Spezia. E invece, proprio sul più bello, arriva la notizia che nessuno avrebbe mai voluto leggere: l’Asd Spezia Women si ferma. Rinuncia a proseguire l’attività sportiva. Rinuncia a un sogno.

Una decisione che fa male, comunicata con amarezza attraverso una nota ufficiale dal patron Armando Conte e dal presidente Costel Gabriel Gogu. Dietro questa scelta, nonostante il successo sportivo, si celano ostacoli insormontabili: costi di gestione troppo alti, l’assenza di un campo da gioco agibile in provincia – tanto da costringere la squadra a emigrare fino a Santa Margherita Ligure per disputare le partite –, e il silenzio assordante di sponsor e istituzioni, tutti troppo concentrati sul calcio maschile.

Parole pesanti, colme di rammarico, accompagnano l’annuncio: «Il dolore più grande? Aver tolto alle nostre ragazze ciò che si erano guadagnate con sudore e sacrificio: il sogno della Serie B. Lasciare le giovani atlete senza prospettive, senza un futuro sportivo in una città dove nessuno vuole più scommettere sul calcio femminile».

E il rimpianto, quello vero, affonda le radici in una scelta mancata: «Il più grande errore della società – si legge ancora – è stato non aver acquisito, tre anni fa, un impianto sportivo in provincia che sarebbe potuto diventare la nostra casa, una vera Cittadella dello Sport. Un’occasione persa, che oggi presenta il conto».

Ora, le porte si chiudono. Le calciatrici, lo staff, le giovani promesse spezzine saranno libere di cercare una nuova strada. Alcune, già ora, pensano di partire, di cercare altrove quelle opportunità che qui non esistono più. Perché, ad oggi, alla Spezia, le ambizioni sportive per il calcio femminile sono ridotte al nulla.

I ringraziamenti vanno a chi ha lottato, a chi ha creduto, a chi ha portato il nome dello Spezia ai vertici del calcio femminile. Ma, come accade troppo spesso, domani tutto sarà dimenticato. Resteranno solo i sogni spezzati, l’amarezza per ciò che poteva essere e non è stato, e quel senso di ingiustizia che lascia il cuore pesante.

Un addio che sa di sconfitta non sul campo, ma fuori. E questo, forse, fa ancora più male.

 
 
 

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